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FARMIMPRESA Associazione imprenditori e dirigenti Farmaceutico-sanitari


Nasce l'associazione FARMIMPRESA che raduna chi occupa una posizione imprenditoriale o manageriale nel settore della FARMACIA con lo scopo di perseguire un intento totalmente nuovo ed innovativo nella rappresentanza politico-sindacale della categoria prendendo atto dell'odierna situazione della farmacia: una vera e propria azienda e impresa commerciale.

Dottor Giuseppe Poggio
Il dottor Giuseppe Poggio, promotore di FarmImpresa
Farmimpresa, associazione che raduna chi occupa una posizione imprenditoriale e/o manageriale nel settore della FARMACIA, nasce sicuramente in un momento particolarmente delicato ma, per questo, particolarmente adatto a perseguire un intento totalmente nuovo ed innovativo nella rappresentanza politico-sindacale della categoria o meglio di quella parte di categoria che deciderà con estrema serenità e convinzione di aderire a questo nuovo progetto.

Farmimpresa rappresenta la prima organizzazione che, non nascondendosi dietro un “dito”o dietro alibi fasulli, prende atto dell’unica e reale situazione e posizione della farmacia di oggi: una vera e propria azienda e impresa commerciale che deve, volente o nolente, confrontarsi con il mercato, utilizzando tutto il suo valore aggiunto, muovendosi talvolta in modo antitetico agli indirizzi proposti fino ad ora.

Non per questo, in ogni caso, l’adesione a FARMIMPRESA deve obbligatoriamente creare un rifiuto incondizionato, da parte degli aderenti, nei confronti di tutte le politiche portate avanti da FEDERFARMA E DA FOFI in questi ultimi anni, ma piuttosto rappresentare una concreta alternativa per coloro che hanno intenzione di impostare il futuro lavorativo su schemi e linee di maggior apertura mentale verso l’evoluzione dei tempi in cui opera la farmacia e verso una qualità della vita imprenditoriale migliore e maggiormente redditizia.

L’idea centrale di FARMIMPRESA prende spunto proprio da quelli che considero i limiti principali delle nostre attuali rappresentanze a livello nazionale e locale le quali, a mio avviso, portano avanti una difesa della farmacia e del farmacista molto poco adeguata rispetto al periodo in cui ci troviamo e quando mi riferisco alla scarsa adeguatezza non ne faccio una questione di mera condivisibilità o meno delle loro idee ma piuttosto, ed è questo il punto viscerale, di una crisi intrinseca della loro stessa missione.

Questa nuova associazione nasce quindi semplicemente da un vuoto organizzativo e sindacale che vedo diventare sempre più profondo considerando l’ossatura centrale degli statuti di FEDERFARMA E DI FOFI o ancora meglio le ragioni che hanno portato alla loro fondazione e alla loro esistenza.

Analizzando molto serenamente le linee guida di queste due organizzazioni è possibile fare un semplice ragionamento che porta a comprendere come la farmacia non sia in buone mani o per lo meno non lo sia completamente: manca qualcosa, un tassello ed una marcia in più che la renda veramente al passo con i tempi senza paure ed ipocrisie.

Infatti, cercando di approfondire la missione sindacale, politica e culturale dell’ORDINE e dell’ASSOCIAZIONE si arriva facilmente ad una conclusione:
la farmacia privata come azienda e come impresa così come i suoi proprietari non sono del tutto al riparo dai pericoli.

Ci troviamo poi davanti ad una ulteriore distinzione tra ORDINE e ASSOCIAZIONE TITOLARI che però non giustifica completamente la loro posizione e non porta a validi obbiettivi.

La FOFI infatti persegue giustamente, a mio avviso, un obbiettivo pienamente condivisibile che è quello della tutela della figura del farmacista non solo però del professionista che opera all’interno della farmacia privata territoriale ma del professionista-farmacista a 360 gradi, quindi del farmacista ospedaliero, di quello che lavora nella casa di riposo , all’interno di qualche industria farmaceutica o di qualche grossista di medicinali , etc. etc…….Questo naturalmente, aldilà delle opinioni, è corretto anzi correttissimo ma, come si evince da quello che ho appena accennato, è un intento generalizzato quindi, probabilmente, rischia di essere in parte dispersivo nei confronti del farmacista proprietario di farmacia quindi del farmacista imprenditore.

Dall’altra parte invece troviamo una FEDERAZIONE TITOLARI che, a differenza dell’ORDINE PROFESSIONALE il quale almeno ha una missione chiara e definita, si trova a mio parere in una situazione maggiormente negativa in quanto, al di là delle profonde spaccature interne, presenta una grave crisi strutturale e progettuale.

Questo è successo per il semplice motivo che, da parte della rappresentanza centrale e anche di molti colleghi, non si è mai voluto e non si vuole guardare in faccia la realtà e ci si è sempre nascosti dietro stupide quanto mai assurde demagogie, paure di uscire allo scoperto a livello imprenditoriale, usi ed abusi di terminologie quali professione e professionalità, mancanza totale di voglia di intraprendere strade nuove e quindi di sottoporsi alla logica normale del rischio d’impresa.

FEDERFARMA, come Don Chisciotte contro i mulini a vento a mio parere, continua a sostenere con posizioni alquanto rigide, l’assoluta inscindibilità tra FARMACIA e FARMACISTA, osteggiando, a priori, ogni tipo di modalità più elastica nel concepire la differenza e l’eventuale divisione tra proprietà e gestione d’azienda, tra impresa e professione, tra la figura dei titolari e quella dei collaboratori.

Perseguendo questa strada, non aprendo la professione farmaceutica a quella parte di mercato che è naturalmente insita nella farmacia, la nostra rappresentanza si chiude in un immobilismo globale che rischia di produrre come effetto il totale rifiuto della modernità dei tempi attuali e la perdita della propria identità.

FARMIMPRESA, per tutte queste ragioni, decide oggi di proporsi come vera e concreta organizzazione che cerchi di recuperare il tempo perduto, di coprire alcuni errori del passato facendone tesoro,e di traghettare la farmacia verso un futuro economico-imprenditoriale dignitoso.

La missione e gli obbiettivi dell’associazione che ho in mente dovranno essere sicuramente rivoluzionari e apparire forse ai più quasi drastici, ma credo siano gli unici elementi necessari di distinzione nei confronti di un passato che non ha portato sicuramente ad una situazione di sicurezza e serenità.

Innanzitutto, in contrapposizione a quello che fino ad oggi si tende a fare, FARMIMPRESA considera prevalentemente e prioritariamente la farmacia sotto un profilo aziendale, commerciale, manageriale ed economico-finanziario in cui la professionalità di chi opera all’interno deve essere gestita non dimenticando mai gli aspetti sopra citati.

FARMIMPRESA considera il farmacista titolare in prima istanza un imprenditore, il quale, non necessariamente deve mettere in campo direttamente la professionalità derivante dal suo bagaglio culturale ma, piuttosto, imparare a gestire quella dei collaboratori alle sue dipendenze e delegare funzioni e compiti all’interno della propria azienda in modo ottimale, cercando di prendere maggiore confidenza con concetti economico-finanziari ad oggi ignoti ai più.

FARMIMPRESA vuole annoverare tra gli aderenti anche figure di riferimento nel campo dei collaboratori come ad esempio i direttori di farmacia, nella assoluta convinzione che le risorse umane siano importantissime per lo sviluppo di qualsiasi azienda e ben coscienti che, molto spesso, i rapporti tra proprietà e dipendenti all’interno delle farmacie italiane sono del tutto asettici.

Questa associazione sindacale pensa che troppo spesso ci si ripari dietro parole come professione, professionalità, tutela della salute pubblica non per comunicare ed esternare quel valore aggiunto dell’azienda farmacia nei confronti della concorrenza, ma solo per costruire comodi alibi al fine di nascondere da parte di molti l’incapacità o la mancanza di volontà di essere veri imprenditori e manager, proprietari di una impresa verso la quale l’evoluzione del mercato pretende legittimi cambiamenti e investimenti da effettuare in svariate direzioni.

FARMIMPRESA non si vergogna di parlare e di mettere per la prima volta in assoluta evidenza il legittimo business della farmacia e del farmacista imprenditore ma allo stesso momento non si scandalizza e non si vuole spaventare di eventuali modifiche nella legislazione che portino, come già succede a livello europeo e mondiale, nuovi attori nella proprietà delle farmacie.

FARMIMPRESA non è contro le catene ed i gruppi di farmacie anzi le considera una logica evoluzione futura del nostro mercato. Piuttosto vuole rappresentare e sostenere tutti quei farmacisti con una mentalità veramente imprenditoriale che avranno l’ambizione di raccogliere la sfida che ci attende ed essere protagonisti di un nuovo futuro economico-finanziario nel campo farmaceutico,sanitario e della salute della persona.

FARMIMPRESA non è contro i capitali e contro un sano capitalismo, vuole piuttosto porsi come una sorta di FARMINDUSTRIA nel campo della farmacia, considerando che il valore etico di una azienda non può prescindere dal lato economico e che per portare a casa validi risultati bisogna iniziare a trattare con le istituzioni e con i nostri fornitori in questi termini. Non come nella maggior parte dei casi è stato fatto fino alle date odierne dove, insistendo eccessivamente sull’aspetto professionale, abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere dei banali contentini reali o presunti che depauperano sempre di più le tasche della categoria: e questo quando ci va bene, altrimenti perdiamo vere e proprie fette di mercato che addirittura ci viene consigliato di non tentare di recuperare per non mostrare un’immagine troppo avida di denaro.

FARMIMPRESA è convinta che, avendo il coraggio di parlare di impresa e di fare impresa, si riesca anche a meritarsi maggiormente e a conquistarsi sul campo determinate posizioni e alcuni “privilegi”la cui difesa oggi, con le politiche attuali,
diventa sempre più debole, aleatoria e anticonformista.

FARMIMPRESA ricorda come ad esempio un paese quale l’INGHILTERRA, dove vige una più spinta liberalizzazione, non presenti farmacie a tutto spiano ma esistano leggi severe per la loro apertura che magari non si chiamano “pianta organica” ma, in ogni caso, conferiscono una logica ed un senso di distribuzione geografica ai presidi in questione.

Non sono quindi assolutamente d’accordo sul fatto che, solo parlando di professione, si tutelino alcuni nostri presunti interessi in quanto questa mia convinzione è supportata da situazioni concrete già ampliamente verificatesi oltre i nostri confini.

Sono convinto che i nostri cosiddetti privilegi dobbiamo meritarceli e non considerarli mai acquisiti, soprattutto in un mondo che cambia così rapidamente,
in una economia di mercato assolutamente fluida, davanti ad un popolo di consumatori che diventa ogni giorno più preparato ed unito.

Questo nuovo sindacato pensa che non sia assolutamente sufficiente indossare, con tutto il rispetto, un camice bianco, un paio di zoccoli ed un distintivo per proteggersi dalle eventuali minacce della concorrenza e per ergersi sul piedestallo della professione credendo di essere intoccabili da tutto e da tutti. Crediamo invece che sia arrivato il momento di rimboccarsi le maniche da un punto di vista spiccatamente imprenditoriale e iniziare a pianificare determinate strategie commerciali di investimento.

FARMIMPRESA vuole rappresentare e sostenere quella parte di categoria che ha veramente la voglia di intraprendere nel nostro settore, che pensa serenamente di acquistare altre farmacie, di aprire nuovi punti vendita che le ultime disposizioni di legge consentono, di instaurare rapporti di collaborazione anche con altri operatori del mondo sanitario.

L’associazione a cui penso potrà anche in un prossimo futuro, se la legge lo consentirà, annoverare tra le sue fila rappresentanti del mondo bancario, imprenditoriale, finanziario che vogliano investire nel campo della farmacia e/o della salute in generale.

FARMIMPRESA crede fermamente che l’isolamento, non solo tra farmacisti, ma anche tra farmacisti ed il mondo circostante, non porti da nessuna parte ma produca al contrario una spirale viziosa di autoconvinzione di essere sempre i più bravi o i più furbi e di non avere mai bisogno di nessuno.

Questa concezione suicida, che purtroppo esiste senza alcun dubbio all’interno del nostro campo, ha portato ad un estremo e preoccupante” individualismo di onnipotenza” non capendo la grande pericolosità di questo atteggiamento.
Quindi FARMIMPRESA vuole uscire allo scoperto portando avanti un concetto diverso di farmacia: una azienda professionale che opera nell’ universo socio-sanitario, che tra i suoi clienti annovera anche lo STATO, nella quale la presenza del farmacista deve costituire uno dei valori aggiunti ma non l’unico.
L’azienda-farmacia dovrà investire anche sulla sua logistica, sulla sua organizzazione, sui suoi locali, sul personale e sulla sua forza contrattuale e comunicativa con tutti quegli strumenti che il mercato mette a disposizione di chi vuole essere imprenditore.

FARMIMPRESA crede nell’aspetto professionale, nei termini già ribaditi ed espressi, ma per posizionare la farmacia in un mercato competitivo nel quale già ci troviamo e ci troveremo sempre di più, non basta la professione da sola, è inutile nasconderlo, bisogna invece cambiare radicalmente mentalità ed avere il coraggio di non stare sempre silenti, nascosti, quasi invisibili perché così ci viene consigliato di fare da chi dice che in questo modo non succede niente. Questa è una frase totalmente priva di ogni significato, che spesso sentiamo proferire dalle nostre associazioni: è ora di finirla con queste vere e proprie bugie!!!!!

La volontà prima di FARMIMPRESA è quella di far emergere tutti quegli individui all’interno del nostro campo che hanno, magari, già avuto la capacità di costruire un modello gestionale e lavorativo all’avanguardia ma che troppo spesso vengono guardati quasi con distacco dalla maggioranza e dai colleghi vicini, distacco che in realtà si traduce semplicemente in una infantile ed assurda invidia.

FARMIMPRESA vuole costituire un polo di attrazione nei confronti della farmacia da parte di tutte le istituzioni sfruttando quell’immenso potere di comunicazione che ci viene dato dagli 800 milioni di cittadini che ogni hanno frequentano i nostri presidi, convogliandolo in iniziative medianiche particolari ed originali alle quali fino ad oggi mai nessuno ha pensato.

Questa nuova organizzazione avrà la potenzialità di creare convenzioni con i media nazionali per portare la farmacia in televisione e sui giornali almeno 4 o 5 volte al mese, occupando spazi di palinsesto importanti che rischiano, con gli atteggiamenti sindacali attuali, di diventare luoghi privilegiati di protagonismo di altri operatori.

Per concludere, come già abbondantemente espresso, penso che FARMIMPRESA debba rappresentare quella parte di farmacia e del farmacista che è sempre stata lasciata in disparte dalle nostre rappresentanze, vale a dire il lato commerciale ed imprenditoriale che erroneamente non si è mai voluto prendere in considerazione, quasi fosse un crimine o un reato cercare di impostare un scelta lavorativa orientata in questa direzione.
Oggi invece diventa una necessità indirizzarsi su questa strada, che piaccia o meno, non essendo sufficiente, come ho già detto chiaramente, convincersi ottimi professionisti per superare tutte le difficoltà ed i pericoli che il presente ed il futuro ci riserveranno.

A mio avviso quindi, se non vi sarà un radicale cambiamento all’interno della categoria, soprattutto da parte dei giovani, il farmacista titolare, ben diverso dal farmacista imprenditore, dovrà rassegnarsi rapidamente all’idea di cedere la sua farmacia o almeno una quota di essa a gruppi organizzati a gestire e a posizionare in modo sicuramente più valido sul mercato l’azienda in questione

     
     
     
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